
Fra tanti eventi che si accavallano in questi giorni di fine estate - spettacoli, sagre, mostre, conferenze, fiere - è difficile trovare un avvenimento che meriti l’attenzione del pubblico. È proprio questo che l’Accademia Italiana di Canto, in collaborazione con l’Associazione Musicale Lucchese, si propone di fare.
Nella bellissima e antica Villa Oliva (S. Pancrazio, Lucca), nel pomeriggio di mercoledì 25 agosto alle ore 17:00 verrà presentato un programma di eccezionale interesse sia per gli amatori della musica classica sia per coloro che sono interessati a scoprire o a conoscere le architetture straordinarie che si trovano nella campagna lucchese.
Nella meravigliosa dimora, ideata dall’architetto cinquecentesco Matteo Civitali e inserita nella lussureggiante campagna lucchese, si potrà ascoltare un lavoro di uno dei massimi compositori italiani, Gioacchino Rossini, dedicato espressamente a Lucca e alle sue bellezze agresti: la cantata intitolata “La Riconoscenza” per soli coro e orchestra. La rarità e l’eccezionalità di questo brano consiste nella documentazione dello stretto rapporto tra Rossini e i regnanti lucchesi, poco conosciuto sia tra gli studiosi che tra il pubblico generale, trattandosi fra l’altro di un’opera creata durante il miglior periodo artistico di Rossini a Napoli.
In effetti il lavoro è dedicato a Maria Luisa Borbone, Duchessa di Lucca, in occasione di una sua visita allo zio, il Re Ferdinando delle Due Sicilie, nel 1822.Dal titolo di questa cantata Rossiniana (”La Riconscenza”) siamo arrivati al principale motivo dell’allestimento di questo concerto, cioè, una riconoscenza al sostegno e all’aiuto che il compianto ingegnere Gian Carlo Giurlani, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmi0 di Lucca, ha sempre proferto per gli spettacoli a Villa Oliva.
Ad un anno dalla scomparsa di quest’uomo eccezionale abbiamo voluto mettere in programma anche un lavoro da lui molto amato, il Requiem che Giacomo Puccini compose nel 1905 in memoria di Giuseppe Verdi. Questo intenso lavoro, di una sorprendente brevità - circa cinque minuti - è poco conosciuto, anche per via della difficoltà di trovare uno spazio in un programma sinfonico. Perciò abbiamo deciso di affiancarlo con un altro lavoro di Puccini altrettanto pieno di emozione, composto in occasione della scomparsa di Amedeo di Savoia Duca d’Aosta, l’elegia Crisantemi, originalmente concepita per un quartetto d’archi, ma qui presentata in una versione orchestrale appositamente creata per questo avvenimento.
I SOLISTI E GLI ESECUTORI DEL PROGRAMMA
Per realizzare questo programma sono stati impegnati - come al solito dell’Accedemia Italiana di Canto - due gruppi delle forze musicali locali oltre a dei solisti di comprovata bravura alcuni dei quali molto rinomati. L’Orchestra da Camera “Luigi Boccherini”, esperta in questo tipo di musiche sarà affiancata dalla Società Corale Pisana sotto la sapiente guida del maestro Giampaolo Mazzoli. Il quartetto dei solisti impegnato nella realizzazione della Cantata rossiniana annovera dei grandi virtuosi dell’arte canora, il soprano leggero Susanna Rigacci, il contralto Barbara di Castri e il tenore Gianluca Pasolini. Quest’ultimo dovrà affrontare l’impervia tessitura creata per il grande tenore Rubini, il preferito sia di Rossini che di Donizetti.
Oltre a questi virtuosi del canto è stato impegnato il giovane basso lucchese Roberto Lorenzi che ricopre un ruolo minore, ma molto importante nello svolgimento della Cantata, con questa scelta l’Accademia intende valorizzare un giovane artista lucchese di grande talento come ha sempre fatto nel passato.
Nel Requiem di Puccini (dove non sono previsti solisti vocali) è stato impegnato il grande virtuoso strumentale Antonello Farulli per l’assolo della viola. E’ bene sapere che Puccini aveva concepito questo lavoro sacro come musica da camera. Effettivamente la prima esecuzione è avvenuta nella casa di riposo che Giuseppe Verdi aveva creato a Milano per musicisti e cantanti indigenti. Perciò era concepito in un certo senso per mezzi “poveri” un harmonium una viola sola e un piccolo coro misto. Il lavoro è rimasto per più di un mezzo secolo sconosciuto dopo la morte del compositore che effettivamente non voleva che fosse commercializzato. É solo dalla prima esecuzione pubblica a Lucca nel 1974 che il lavoro ha cominciato ad essere conosciuto soprattutto localmente. Però in occasione di un’esecuzione nella Basilica di San Petronio a Bologna che commemorava la strage alla stazione ferroviaria si era deciso di strumentare il lavoro per orchestra grande di modo che potesse essere più diffuso, è questa la versione che l’ingegnere Giurlani aveva conosciuto ed è questa che verrà presentata a Villa Oliva.
Infine, è bene ricordare che il concerto a Villa Oliva è effettivamente l’ultimo di una lunga serie di spettacoli organizzati e presentati negli ultimi 45 anni dall’Associazione Musicale Lucchese in collaborazione con l’Accademia Italiana di Canto. Lo scopo di queste manifestazioni era quello di far conoscere le bellezze architettoniche e paesaggistiche della lucchesia, conformemente con quello che si era fatto per il patrimonio musicale lucchese a partire dal 1964. Cominciando con la Villa Mansi di Segromigno si sono fatti conoscere al pubblico generale le bellezze architettoniche di tanti luoghi: Villa Torrigiani di Camigliano, Villa Garzoni di Collodi, Villa Bernardini di Vicopelago, Villa Borbonica di Torre del Lago, oltre al Duomo di Barga, il Teatro alfieri di Castelnuovo, il Teatro dei Rassicurati di Montecarlo per non parlare del Festival Internazionale imperniato sulla Villa Reale di Marlia.
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