Lucca Film Festival
in collaborazione con Associazione Musicale Lucchese
mercoledì 5 ottobre, ore 20:45 – Cinema Centrale
Sylvano Bussotti
presenta e musica dal vivo
RARA (film) guardato al pianoforte dall’Autore
In occasione dell’ottantesimo compleanno di Sylvano Bussotti, compositore e regista, attore (ma anche cantante, scenografo costumista pittore, poeta e romanziere) l’Associazione Vis(t)a Nova – organizzatrice del Lucca Film Festival -, in collaborazione con l’Associazione Musicale Lucchese propone la proiezione del film “Rara” con l’accompagnamento musicale dal vivo dello stesso Bussotti.
Il costo del biglietto è 5 euro. Per i soci dell’AML l’ingresso è gratuito.
Per informazioni: segreteria.lff@gmail.com; 0583 390597; 340 0813575
RARA (film)
guardato al pianoforte dall’Autore
Italia, 1967/1969, 16 mm, b/n e col., 70′ (proiezione digitale)
Regia : Sylvano Bussotti
Con: Laura Betti, Carlo Cecchi, Romano degli Amidei, Anita Mario e Pippo Masini, Angelica Ippolito, Tono ancanaro, Dario Bellezza, Dacia Maraini, Luigi Mezzanotte, Franca Valeri, Daria Nicolodi, Giancarlo Nanni, Maria Monti, gli attori del Living Theatre guidati da Julian Beck, Cathy Berberian, ed altri.
Realizzato negli anni ’60, R A R A (film) fu girato prevalentemente a Roma, nelle campagne romane, alle foci del Tevere o in riva al mare, è interpretato oltre che dall’autore compositore-regista dai molti amici frequentati allora, vicini di casa, già protagonisti di eventi teatrali e non, che davano vita alle “avanguardie”, destinate a trascendere le cronache verso la storia. L’autore si apriva in quel periodo ad espressioni artistiche trascendenti musica, pittura e letteratura, i suoi abituali campi espressivi.
Intitolato mediante le iniziali di nome e cognome del suo compagno di allora, Romano Amidei, diventò una sigla protratta per lungo tempo in partiture musicali eseguite nel mondo e pubblicate allora da un grande editore internazionale.
La predilezione è sempre andata alla proiezione muta di quelle immagini e subito ne ebbero luogo numerose, che, da Roma, si propagavano lungo i continui viaggi dell’autore e dei suoi stretti alleati. Seguirono proiezioni con accompagnamento musicale generalmente interpretato al pianoforte – come avveniva per il cinema muto quasi preistorico – allargandosi a volte ad altre presenze non tanto sonore, ma certamente visive di notevole impatto, un esempio fra tutti: l’intera compagnia del Living Theater, protagonista, questa, della prima parte in bianco e nero. Allora la formula inventata per sottolineare l’aspetto di eccezione in quelle serate è stata: guardato al pianoforte dall’Autore.
Un accompagnamento sonoro che assommi alcune voci, eventuali piccoli cori, strumenti o registrazioni dominati dal violino, che di Bussotti è stato il primissimo e spesso esclusivo strumento armonioso, nasce dunque a Bologna in occasione della proiezione dentro un teatro avvenuta nel 2007.
Sylvano Bussotti è uno dei protagonisti della scena musicale contemporanea.
Dopo le prime esecuzioni dei suoi lavori, che videro la collaborazione, fra gli altri, di John Cage, David Tudor e Carmelo Bene, Bussotti mette in scena la Passion selon Sade, basata sugli scritti del Marquis de Sade, forse il lavoro più sperimentale tra quelli pensati per il teatro e quello che lo consacrerà alla fama internazionale, portandolo, tra l’altro, ad una lunga collaborazione con il Living Theatre.
Nella produzione musicale degli anni successivi si accentueranno le atmosfere rinascimentali e la predilezione per un registro biografico, evidenti in The rara requiem (1969), i Semi di Gramsci (1971), Lorenzaccio (1972). Del 1988 è L’ispirazione, opera messa in scena da Derek Jarman al Teatro Comunale di Firenze. Tra i suoi ultimi lavori vanno ricordati la tragedia Tieste (1993) e il work in progress Silvano Sylvano (2007).
Assieme all’attività di compositore, Sylvano Bussotti ha sempre coltivato anche altri interessi, tra cui la pittura e la scrittura. Sue anche le regie d’opera per il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro alla Scala, il Teatro Regio di Torino, l’Arena di Verona, la Fenice di Venezia.